Secondo un’indagine di Federconsumatori solo il 46% delle strutture è disposta ad accettare il bonus vacanze.

 

Problemi con l’attuazione del bonus vacanze. Secondo un’indagine di Federconsumatori meno della metà delle strutture (46%) riconosce ai propri clienti l’agevolazione.

Alla base dell’esitazione da parte degli esercenti vengono riscontrati i tempi di rimborso incerti e la necessità di formare il personale.

Lo studio rivela infatti che solo il 46% del campione esaminato accetta il bonus vacanze, il 19% sta ancora valutando il da farsi, mentre il restante 35% ha scelto di non permettere alle famiglie di avvalersene. Il sondaggio è stato condotto su 370 strutture in tutta Italia, tra località di mare, di montagna e città d’arte su una maggioranza di alberghi (210), ma coinvolgendo anche bed and breakfast (110) e agriturismi (50).

Cos’è il Bonus Vacanze

Il Bonus Vacanze 2020 consiste in uno sconto da utilizzare per soggiorni in hotel, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast italiani. Si tratta di un’agevolazione introdotta dal decreto Rilancio e destinato alle famiglie (con ISEE non superiore a 40.000 euro) che effettuano un soggiorno presso strutture italiane dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. Si può godere del bonus per l’80% sotto forma di sconto immediato sul pagamento dovuto alla struttura turistica, la quale lo recupererà in un secondo momento sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione; per il restante 20% come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi del 2021.

Nello specifico gli importi Bonus Vacanze previsti sono i seguenti:

  • Bonus 500 euro per famiglie di 3 o più persone,
  • Bonus 300 euro per coppie e nuclei familiari di 2 persone
  • Bonus 150 euro per i single.

L’opinione di Federalberghi

Secondo il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, è solo una questione di tempo: il personale degli hotel non è ancora preparato a gestire la procedura.

“Nella prima settimana circa 400.000 famiglie hanno richiesto il bonus. Dopo un primo momento di esitazione, le adesioni degli hotel crescono a vista d’occhio, senza contare che molti sono ancora chiusi (a giugno si è registrato un calo delle presenze dell’80,6% rispetto a giugno 2019). Con il tempo lo accetteranno tutti” chiarisce a Repubblica.it.

E’ comunque bene specificare che nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate (con la circolare 18) ha chiarito che se l’albergo non accetta il bonus, al cliente andrà comunque il credito d’imposta del 20% del totale, che potrà essere scaricato come detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo a cui viene fatturato il soggiorno, purché la ricevuta o lo scontrino siano a lui intestati.