Mercoledì, 17 Giugno 2026 15:48

Emergenza caldo 2026: le ordinanze regionali e gli obblighi per la sicurezza sul lavoro

Con l’arrivo della stagione estiva, la tutela dei lavoratori esposti allo stress termico torna centrale nell’agenda della prevenzione aziendale.

Anche per il 2026, le Regioni stanno adottando ordinanze contingibili e urgenti ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978. Per le imprese dei settori interessati, la mancata osservanza delle disposizioni comporta il rischio di sanzioni ai sensi dell’art. 650 del Codice penale, ferme restando le responsabilità già previste dal D.lgs. 81/2008 in materia di valutazione e gestione dei rischi.

Il meccanismo comune: quando scatta lo stop?

Pur nella diversità dei perimetri applicativi, tutti i provvedimenti condividono la stessa logica di attivazione. Il divieto di lavoro all’aperto si applica nella fascia oraria dalle 12.30 alle 16.00, ma non automaticamente ogni giorno d’estate: scatta esclusivamente nei giorni in cui la piattaforma Worklimate, sviluppata da INAIL e CNR, segnala alle ore 12.00 un livello di rischio “ALTO” per la categoria “lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa”. La consultazione del portale rappresenta quindi un obbligo operativo quotidiano, non una verifica occasionale.

Il riferimento principale è worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta.

Focus Regioni: differenze, settori e fattori specifici

Il nucleo normativo è condiviso, ma ciascun provvedimento introduce elementi specifici che incidono concretamente sulla gestione operativa. Di seguito una sintesi per regione.

Regione Siciliana — Ordinanza n. 01 del 12 giugno 2026

  • Validità: con efficacia immediata fino al 31 agosto 2026
  • Settori: agricoltura e florovivaismo, cantieri edili e affini, cave e relative pertinenze esterne, logistica, consegna beni per conto altrui in ambito urbano tramite velocipedi o veicoli a motore a due ruote (rider)
  • Da sapere: tra i provvedimenti più recenti della stagione, è esplicitamente inclusa la categoria dei rider tra le categorie tutelate. Fa salvi gli accordi aziendali già in essere che garantiscano tutele migliorative rispetto all’ordinanza, nonché i provvedimenti sindacali a livello comunale non in contrasto con essa. I datori di lavoro restano in ogni caso tenuti ad adottare misure organizzative e operative idonee ai sensi del D.lgs. 81/2008, indipendentemente dal livello di rischio classificato da Worklimate.

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Regione Lazio - Ordinanza Z00001 del 22 maggio 2026

  • Validità: fino al 15 settembre 2026.
  • Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e affini, cave e relative pertinenze esterne, logistica di piazzale, consegna beni in ambito urbano tramite velocipedi o veicoli a motore a due ruote.
  • Da sapere: tra i primi provvedimenti della stagione, si distingue per l’inclusione esplicita delle pertinenze esterne delle cave e del settore delle consegne urbane su due ruote, elementi non sempre presenti negli altri atti regionali.

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Regione Umbria - Ordinanza n. 2 del 27 maggio 2026

  • Validità: fino al 15 settembre 2026.
  • Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili all’aperto.
  • Da sapere: perimetro più contenuto rispetto alle altre regioni; logistica e consegne urbane non sono esplicitamente incluse. La deroga per Pubbliche Amministrazioni e concessionari di pubblico servizio è condizionata all’adozione di misure organizzative idonee ai sensi del D.lgs. 81/2008.

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Regione Toscana - Ordinanza n. 2 del 28 maggio 2026

  • Validità: fino al 31 agosto 2026.
  • Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili all’aperto, cave.
  • Da sapere: il divieto opera non solo al ricorrere del livello “ALTO” su Worklimate, ma anche nei casi in cui, nonostante l’adozione delle misure di prevenzione previste dalle Linee di indirizzo regionali, lo stress da calore comporti comunque rischi rilevanti per la salute del lavoratore.

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Regione Liguria - Ordinanza n. 1/2026 del 28 maggio 2026

  • Validità: fino al 31 agosto 2026.
  • Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e affini all’aperto.
  • Da sapere: prevede una clausola di salvaguardia della contrattazione locale: il provvedimento non si applica nei siti in cui le parti sociali abbiano già sottoscritto protocolli specifici per la gestione del calore, purché garantiscano tutele uguali o superiori. Accordi di questo tipo sono già vigenti con le Prefetture di Genova, La Spezia, Savona e Imperia.

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Regione Piemonte - Ordinanza n. 1/2026/XII del 29 maggio 2026

  • Validità: dal 30 maggio al 31 agosto 2026.
  • Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e affini, cave, logistica, rider (consegna beni tramite velocipedi o veicoli a due ruote).
  • Da sapere: il divieto scatta solo qualora non sia possibile introdurre misure organizzative alternative di riduzione del rischio; spetta al datore di lavoro valutare e documentare tale impossibilità. Contiene raccomandazione formale ai Comuni per derogare temporaneamente ai regolamenti locali sulle emissioni acustiche.

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Regione Puglia — Ordinanza n. 321 del 29 maggio 2026

  • Validità: fino al 15 settembre 2026.
  • Settori: agricoltura e silvicoltura, florovivaismo, serre e tunnel agricoli, cave, cantieri edili e stradali, logistica di piazzale, consegne urbane su due ruote.
  • Da sapere: è il provvedimento più articolato della stagione. Estende il divieto agli ambienti confinati come serre e tunnel agricoli, qualificati come ambienti termici severi anche quando al chiuso. Introduce obblighi di sorveglianza sanitaria per i lavoratori vulnerabili (anziani, donne in gravidanza, portatori di patologie croniche, soggetti in trattamento farmacologico, lavoratori con fragilità linguistica o abitativa) e il “sistema del compagno” per la sorveglianza reciproca dei sintomi da colpo di calore. Le misure operative si applicano anche nei giorni con rischio classificato “MODERATO”, non solo “ALTO”.

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Regione Emilia-Romagna - Ordinanza n. 72 del 3 giugno 2026

  • Validità: dal 3 giugno al 15 settembre 2026.
  • Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e affini, cave, logistica di piazzale (limitata ai piazzali destinati esclusivamente al deposito merci, escluse le pertinenze dei magazzini coperti), consegna merci tramite mezzi a pedalata anche assistita.
  • Da sapere: impone alle piattaforme digitali di inserire il rischio calore nei parametri di calcolo dei tempi di consegna e delle distanze, con obbligo di intervento sull’algoritmo, senza conseguenze salariali o reputazionali per il lavoratore. Nei giorni a rischio “ALTO” autorizza i cantieri edili all’aperto ad anticipare o posticipare l’orario di lavoro di un’ora in deroga ai regolamenti comunali sulle emissioni acustiche, con esclusione dei Comuni ad alta vocazione turistica balneare.

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Regione Lombardia — Ordinanza n. 484 del 9 giugno 2026

  • Validità: dal 10 giugno al 23 settembre 2026 — la scadenza più avanzata tra tutti i provvedimenti della stagione.
  • Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili all’aperto, cave.
  • Da sapere: raccomanda l’uso di tecnologie innovative per la misurazione del rischio microclimatico nel singolo cantiere, tra cui il termo-igrometro con tecnologia Bluetooth per il calcolo dell’indice humidex locale. Suggerisce ai Comuni la deroga temporanea ai regolamenti sulle emissioni acustiche per consentire le lavorazioni nelle fasce orarie più fresche.

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Il consiglio di Promotergroup per i datori di lavoro

L’eterogeneità dei provvedimenti rende insufficiente un approccio generico. Ciascuna impresa deve verificare la propria localizzazione geografica, i settori di attività e l’eventuale presenza di accordi sindacali territoriali già vigenti, per stabilire quale ordinanza si applica e con quali condizioni operative specifiche.

Sul piano pratico, la consultazione quotidiana del portale Worklimate prima dell’avvio delle attività è il punto di partenza imprescindibile. Il Documento di Valutazione dei Rischi va aggiornato con procedure specifiche per il rischio microclimatico, includendo le modalità di sospensione delle attività nelle giornate critiche e la gestione delle pause. La riorganizzazione dei turni, con anticipo nelle ore mattutine e recupero nelle fasce serali dove consentito, permette di contenere l’impatto sulla continuità produttiva. La formazione del personale sui segnali precoci dello stress termico e sulle procedure di emergenza non è un’azione accessoria, ma un obbligo che discende direttamente dal quadro normativo vigente.

Per le organizzazioni che necessitano di supporto nell’aggiornamento della documentazione di sicurezza, nella pianificazione delle misure organizzative o nella verifica della conformità alle singole ordinanze regionali, è possibile contattare il team di Promotergroup per una valutazione delle esigenze specifiche.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 17 Giugno 2026 16:01