Mercoledì, 05 Agosto 2026 14:50

Miele di qualità certificata, cosa cambia per apicoltori e imprese della filiera

Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha messo a punto un nuovo disciplinare per il "Miele di qualità certificata", una certificazione volontaria che si inserisce nel Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia e che introduce requisiti più severi rispetto alla normativa commerciale ordinaria. Lo schema di decreto è stato notificato alla Commissione europea il 13 luglio 2026 e non potrà essere adottato prima del 14 ottobre, al termine del periodo di sospensione di tre mesi previsto dalla procedura di notifica, durante il quale Commissione e Stati membri possono verificare che il provvedimento non introduca ostacoli alla libera circolazione delle merci.

Il disciplinare riguarda esclusivamente il miele destinato al consumo finale, escludendo gli altri prodotti dell'alveare e il miele per uso industriale. Gli operatori che aderiranno dovranno sottoporsi ai controlli di organismi terzi autorizzati dal Ministero.

Alimentazione delle api

Tra i requisiti più rilevanti figurano le regole sulla nutrizione delle colonie. La nutrizione di soccorso sarà ammessa solo in caso di andamento stagionale sfavorevole e dovrà essere interrotta almeno dieci giorni prima della posa dei melari.

Dovrà inoltre essere:

  • esclusivamente zuccherina
  • priva di zuccheri derivati dall'idrolisi dell'amido, come quelli ottenuti da mais, frumento o riso
  • priva di sostituti proteici del polline

Lavorazione e parametri di qualità

Anche la fase di lavorazione è soggetta a condizioni più restrittive. L'estrazione dai favi dovrà avvenire esclusivamente con smielatori centrifughi, con divieto di pastorizzazione e sterilizzazione del prodotto. La temperatura non potrà mai superare i 40°C in nessuna fase, per limitare le alterazioni organolettiche.

Il disciplinare fissa inoltre parametri quantitativi precisi:

  • umidità massima del 17% al momento del confezionamento
  • idrossimetilfurfurale (HMF) non superiore a 15 mg/kg all'invasettamento e a 35 mg/kg durante la commercializzazione
  • residui di acaricidi contro la Varroa destructor non superiori a 0,020 mg/kg per singolo principio attivo e 0,030 mg/kg come somma complessiva, con esclusione dei trattamenti a base di acidi organici o sostanze aromatiche indicati dal disciplinare

Cosa significa in etichetta

La dicitura "Miele di qualità certificata" non equivale a un marchio di origine. L'indicazione della provenienza del prodotto resta comunque obbligatoria in etichetta secondo la normativa vigente, indipendentemente dall'adesione al sistema di qualità.

Una finestra da monitorare

Il percorso non è ancora concluso. Se durante il periodo di standstill non emergeranno rilievi da parte della Commissione o degli altri Stati membri, il decreto potrà essere adottato a partire da ottobre. Un eventuale parere circostanziato potrebbe invece prolungare l'attesa e richiedere una revisione del testo. Per le imprese della filiera apistica interessate a valutare l'adesione, è un momento utile per iniziare a familiarizzare con i nuovi requisiti, in vista dell'entrata in vigore.

La Divisione Agroalimentare di Promotergroup è a disposizione delle aziende della filiera apistica per informazioni sulla filiera apistica.

Contattaci per maggiori informazioni: https://www.promotergroup.eu/index.php/contattanoi

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Agosto 2026 14:55