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Miele di qualità certificata, cosa cambia per apicoltori e imprese della filiera
Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha messo a punto un nuovo disciplinare per il "Miele di qualità certificata", una certificazione volontaria che si inserisce nel Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia e che introduce requisiti più severi rispetto alla normativa commerciale ordinaria. Lo schema di decreto è stato notificato alla Commissione europea il 13 luglio 2026 e non potrà essere adottato prima del 14 ottobre, al termine del periodo di sospensione di tre mesi previsto dalla procedura di notifica, durante il quale Commissione e Stati membri possono verificare che il provvedimento non introduca ostacoli alla libera circolazione delle merci.
Il disciplinare riguarda esclusivamente il miele destinato al consumo finale, escludendo gli altri prodotti dell'alveare e il miele per uso industriale. Gli operatori che aderiranno dovranno sottoporsi ai controlli di organismi terzi autorizzati dal Ministero.
Alimentazione delle api
Tra i requisiti più rilevanti figurano le regole sulla nutrizione delle colonie. La nutrizione di soccorso sarà ammessa solo in caso di andamento stagionale sfavorevole e dovrà essere interrotta almeno dieci giorni prima della posa dei melari.
Dovrà inoltre essere:
- esclusivamente zuccherina
- priva di zuccheri derivati dall'idrolisi dell'amido, come quelli ottenuti da mais, frumento o riso
- priva di sostituti proteici del polline
Lavorazione e parametri di qualità
Anche la fase di lavorazione è soggetta a condizioni più restrittive. L'estrazione dai favi dovrà avvenire esclusivamente con smielatori centrifughi, con divieto di pastorizzazione e sterilizzazione del prodotto. La temperatura non potrà mai superare i 40°C in nessuna fase, per limitare le alterazioni organolettiche.
Il disciplinare fissa inoltre parametri quantitativi precisi:
- umidità massima del 17% al momento del confezionamento
- idrossimetilfurfurale (HMF) non superiore a 15 mg/kg all'invasettamento e a 35 mg/kg durante la commercializzazione
- residui di acaricidi contro la Varroa destructor non superiori a 0,020 mg/kg per singolo principio attivo e 0,030 mg/kg come somma complessiva, con esclusione dei trattamenti a base di acidi organici o sostanze aromatiche indicati dal disciplinare
Cosa significa in etichetta
La dicitura "Miele di qualità certificata" non equivale a un marchio di origine. L'indicazione della provenienza del prodotto resta comunque obbligatoria in etichetta secondo la normativa vigente, indipendentemente dall'adesione al sistema di qualità.
Una finestra da monitorare
Il percorso non è ancora concluso. Se durante il periodo di standstill non emergeranno rilievi da parte della Commissione o degli altri Stati membri, il decreto potrà essere adottato a partire da ottobre. Un eventuale parere circostanziato potrebbe invece prolungare l'attesa e richiedere una revisione del testo. Per le imprese della filiera apistica interessate a valutare l'adesione, è un momento utile per iniziare a familiarizzare con i nuovi requisiti, in vista dell'entrata in vigore.
La Divisione Agroalimentare di Promotergroup è a disposizione delle aziende della filiera apistica per informazioni sulla filiera apistica.
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