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INAIL - QUASI 49MILA CONTAGI SUL LAVORO DENUNCIATI NEL PRIMO TRIMESTRE 2022

Le infezioni di origine professionale segnalate all’Istituto tra gennaio e marzo hanno già superato il dato complessivo del 2021. Pubblicato il 26esimo report nazionale.

 

Con 48.790 contagi sul lavoro denunciati all’Inail, il primo trimestre 2022 ha già superato il numero di casi (47.858) registrato in tutto il 2021. A rilevarlo è il 26esimo report nazionale sulle infezioni di origine professionale da nuovo Coronavirus elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, che conferma anche il trend in forte diminuzione dei casi mortali. Tra gennaio e marzo di quest’anno, sono stati denunciati solo cinque decessi, pari allo 0,6% degli 853 casi mortali registrati dall’inizio della pandemia. Dall'analisi territoriale emerge una distribuzione delle denunce del 41,6% nel Nord-Ovest (prima la Lombardia che registra il maggior numero di contagi professionali nell’ultimo mese di rilevazione con il 24,5%), del 22,9% nel Nord-Est (Veneto 10,5%), del 16,4% al Centro (Lazio 7,5%), del 13,5% al Sud (Campania 6,3%) e del 5,6% nelle Isole (Sicilia 4,0%). Le province con il maggior numero di contagi da inizio pandemia sono quelle di: Milano (9,9%), Torino (6,7%), Roma (6,0%), Napoli (4,1%), Genova (2,9%), Brescia (2,8%), Verona (2,4%), Varese (2,2%), Bologna e Firenze (entrambe con il 2,1%) e Treviso e Venezia (2,0% ciascuna). La maggioranza delle infezioni di origine professionale riguarda le donne. La quota delle lavoratrici contagiate sul totale dei casi denunciati, infatti, è pari al 68,3%. La componente femminile supera quella maschile in tutte le regioni, con le sole eccezioni della Sicilia e della Campania, dove l’incidenza delle donne sul totale dei contagi segnalati all’Inail è, rispettivamente, del 47,7% e del 46,8%. L’analisi per professione dell’infortunato conferma che la categoria dei tecnici della salute è quella più coinvolta dai contagi con il 37,5% delle denunce (in tre casi su quattro donne), l’82,5% delle quali relative a infermieri. Seguono gli operatori socio-sanitari con il 16,9% (l’80,9% sono donne), i medici con il 9,0% (la metà sono donne, oltre un terzo medici internisti e generici), gli operatori socio-assistenziali con il 6,0% (l’85,2% donne), gli impiegati amministrativi con il 5,3% (i due terzi sono donne) e il personale non qualificato nei servizi sanitari (l’80% ausiliari, ma anche portantini, barellieri) con il 4,5% (72,9% donne). I contagi professionali di insegnanti/professori e ricercatori di scuole di ogni ordine e grado e di università statali e private, riconducibili sia alla gestione dei dipendenti del Conto dello Stato sia al settore Istruzione della gestione Industria e servizi, sono poco più di cinquemila.

 

 

 

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INAIL E IIT: LA ROBOTICA PER MIGLIORARE LA SICUREZZA SUL LAVORO

La tutela della sicurezza sul lavoro passa anche dal potenziamento e dallo sviluppo della ricerca robotica.

 

Al via lo studio di durata triennale per lo sviluppo e la realizzazione di nuovi umanoidi e tecnologie indossabili in grado di valutare, gestire e ridurre il rischio psicofisico dei lavoratori.

Il progetto, promosso dall’Istituto italiano di tecnologia (Iit) e dall’Inail ha l’obiettivo di portare le tecnologie robotiche nell’industria 4.0, mettendo al centro dell’interazione tra uomo e robot l’accettabilità e il benessere psicofisico dei lavoratori. In questo progetto verranno investiti circa cinque milioni di euro per la progettazione e realizzazione di nuovi umanoidi e tecnologie indossabili, in grado di valutare, gestire, ridurre e prevenire il rischio fisico dei lavoratori nei contesti industriali e ospedalieri.

In questo modo si punta a facilitare l’attività lavorativa migliorando l’interazione tra lavoratori e robot, attraverso tecnologie indossabili, in grado di leggere il movimento del corpo umano, le sollecitazioni fisiche insieme a parametri vitali come il battito cardiaco, la frequenza respiratoria e la temperatura.

Il traguardo che mira a raggiungere il progetto è la riduzione o eliminazione del rischio di infortuni e di malattie muscolo-scheletriche.

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