Lunedì, 27 Febbraio 2023 11:54

SMARTWORKING: STUDIO ENEA DIMOSTRA CHE FA BENE ALL’AMBIENTE

Meno 40% di anidride carbonica all’anno per ogni lavoratore in smartworking.

 

Lo smartworking produce effetti positivi non solo sulla qualità di vita dei lavoratori ma anche sull’ambiente. Il lavoro a distanza è via via emerso in molti settori come una valida alternativa al lavoro fisico in ufficio, consentendo una serie di vantaggi tra cui un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, maggiore soddisfazione sul lavoro, minori perdite di produttività dovute alla congestione stradale e minori impatti ambientali nelle città grazie a una minore domanda di mobilità. A dimostrarlo è l’ENEA (l’Agenzia nazionale per lo sviluppo sostenibile) che ha pubblicato sulla rivista Applied Sciences, i risultati di uno studio sull’impatto ambientale dello smartworking a Roma, Bologna, Torino e Trento. L’indagine portata avanti dai ricercatori ha interessato un campione complessivo di 3.397 persone di 29 amministrazioni pubbliche su tutto il territorio italiano, che hanno applicato il lavoro da remoto nel periodo 2015-2018, quindi prima della pandemia. La ricerca ha stabilito che per ogni lavoratore rimasto a casa due giorni a settimana, è stata ridotta l’emissione di 600 chilogrammi di CO2 in un anno, il 40% in meno. In Italia i trasporti sono responsabili di oltre il 25% delle emissioni totali nazionali di gas ad effetto serra e quasi tutte (93%) provengono dal trasporto su gomma, con le automobili che coprono il 70%. In media, i lavoratori del campione osservato dall’Enea percorrono 35 km al giorno, per una durata di 1 ora e 20 minuti. Circa la metà del campione dichiara di viaggiare esclusivamente con mezzi di trasporto privati a motore (47% in auto e 2% su due ruote), mentre il 17% viaggia esclusivamente con i mezzi pubblici e il 16% con un mix di trasporto pubblico/privato. Roma si conferma la città più critica, con un tempo di percorrenza medio di 2 ore (un lavoratore su 5 percorre più di 100 km al giorno). Nella capitale ogni persona trascorre nel traffico 82 ore all’anno. Trento risulta infine la città con il maggior ricorso a mezzi privati a combustione interna negli spostamenti casa-lavoro (62,9%), seguita da Roma (54,4%), Bologna (44,9%) e Torino (38,2%). Ma i benefici ambientali non si fermano qui: l’analisi ha evidenziato una riduzione anche di ossido di azoto a persona al giorno (dai 14,8 g di Trento ai 7,9 g di Torino), di monossido di carbonio (da 38,9 g di Roma a 18,7 g di Trento), di Pm10 (da 1,6 g di Roma a 0,9 g di Torino) e di Pm2,5 (da 1,1 g di Roma e Trento a 0,6 g di Torino). I risultati di questa indagine evidenziano l’importanza del lavoro a distanza da fornire come scelta e non come obbligo, perché ogni lavoratore presenta condizioni di vita e priorità diverse da tenere in considerazione.

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 27 Febbraio 2023 12:08