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Conciliazione vita-lavoro, la nuova Prassi UNI/PdR 192 apre un'opportunità concreta per le imprese
Denatalità, invecchiamento della popolazione attiva e carichi di cura sempre più pesanti stanno cambiando il modo in cui le persone vivono il lavoro. Il CNEL lo ha documentato con chiarezza nel suo Rapporto su demografia e forza lavoro, segnalando effetti diretti su crescita economica, welfare e continuità professionale delle imprese.
In questo scenario, l'Ente Italiano di Normazione ha pubblicato nel 2026 la Prassi di riferimento UNI/PdR 192, uno strumento che offre alle aziende un quadro strutturato per sostenere la conciliazione vita-lavoro e il benessere delle famiglie, con un vantaggio economico concreto per chi si certifica.
Cosa chiede la Prassi 192 alle imprese
La Prassi richiede l'adozione di un sistema di gestione basato su politiche, obiettivi misurabili e un piano di azioni concreto. Il piano deve toccare almeno cinque aree:
- cultura aziendale e formazione
- selezione e assunzione
- gestione della carriera
- genitorialità e cura
- organizzazione del lavoro e conciliazione vita-lavoro
Il grado di maturità dell'organizzazione viene misurato attraverso 28 indicatori quantitativi e qualitativi, distribuiti su sette aree che vanno dalla flessibilità oraria al supporto alla maternità, fino allo sviluppo professionale. Le soglie di punteggio richieste sono proporzionate alla dimensione aziendale, il 50% per le micro e piccole imprese fino a 49 addetti, il 60% per le medie e grandi imprese oltre questa soglia.
La certificazione, rilasciata da un ente di parte terza con Marchio UNI, ha validità triennale ed è soggetta a verifiche di sorveglianza annuali, oltre ad audit interni secondo lo standard ISO 19011 e un riesame periodico da parte della direzione aziendale.
Il vantaggio economico per chi si certifica
L'art. 6 del D.L. 30 aprile 2026, n. 62, convertito con la Legge 112/2026, introduce per le aziende certificate un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino all'1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per azienda, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato. L'esonero viene applicato su base mensile per tutta la durata della certificazione, con lo stesso meccanismo già previsto per la certificazione della parità di genere. Il decreto attuativo con i dettagli operativi è atteso a breve.
Un punto di partenza
Chi si avvicina per la prima volta a questi temi può affrontare direttamente un percorso integrato con la Prassi UNI/PdR 125 sulla parità di genere, già adottata da oltre 13.000 aziende italiane. Le due prassi condividono un impianto molto simile, dalla valutazione tramite KPI alla definizione di un piano strategico, fino agli audit interni e al riesame della direzione. Per un'azienda che parte da zero, questo significa poter costruire fin dall'origine un unico sistema di gestione che copra entrambi gli ambiti, evitando di duplicare processi di monitoraggio, comunicazione agli stakeholder e attività di audit.
Un percorso congiunto consente inoltre di beneficiare di entrambi gli esoneri contributivi previsti per le due certificazioni, ottimizzando l'investimento iniziale e restituendo un impatto più immediato in termini di attrattività verso talenti e stakeholder.
La Prassi 192, affiancata alla 125, offre oggi uno strumento concreto per farlo, con il valore aggiunto di un riconoscimento certificato e di un beneficio economico diretto.
La Divisione Certificazioni di Promotergroup accompagna le imprese in un percorso di certificazione congiunta UNI/PdR 125 e UNI/PdR 192, dalla valutazione di maturità iniziale fino all'ottenimento del Marchio UNI, per costruire un unico sistema di gestione capace di coprire entrambi gli ambiti.
Contattaci per maggiori informazioni: https://www.promotergroup.eu/index.php/contattanoi


