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Filiera corta, contratti scritti e OP: le nuove regole UE per il settore agroalimentare
Il 29 luglio 2026 la Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea ha pubblicato il Regolamento (UE) 2026/1739, che modifica i Regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 con l'obiettivo di rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare. Il testo, adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'UE l'8 luglio 2026, interviene su un settore messo sotto pressione da anni di crisi sovrapposte, dall'aumento dei costi energetici alle conseguenze del conflitto in Ucraina, fino all'instabilità dei mercati globali e ai cambiamenti nei consumi.
L'obiettivo dichiarato è ripristinare equità e trasparenza nelle relazioni commerciali lungo la filiera, migliorando il potere negoziale degli agricoltori anche attraverso le organizzazioni di produttori e le cooperative. Per le aziende della filiera alimentare, dai produttori ai trasformatori fino alla distribuzione, il nuovo quadro normativo introduce alcuni cambiamenti concreti da conoscere.
Indicazioni facoltative più rigorose
Il regolamento definisce requisiti minimi per l'uso di indicazioni come "giusto", "equo" e "filiera corta", integrando le norme già previste dal Regolamento (UE) n. 1169/2011 sull'etichettatura degli alimenti. L'indicazione "filiera corta" potrà essere utilizzata solo a condizione che i consumatori possano facilmente individuare le aziende agricole in cui sono state prodotte le materie prime, e che ricorra inoltre uno di questi due casi:
- un legame diretto tra agricoltore e consumatore finale del prodotto, che può prevedere un intermediario
- un legame stretto con un numero limitato di intermediari, tale per cui agricoltore, intermediari e consumatore finale si trovino in vicinanza geografica tra loro
Per le imprese che oggi utilizzano queste diciture in etichetta o in comunicazione, si tratta di un requisito da verificare con attenzione, per evitare un uso non più conforme.
Contratti scritti
Il regolamento estende ai prodotti diversi dal latte crudo le norme sulle relazioni contrattuali già in vigore per il settore lattiero-caseario, allineandole alle disposizioni applicabili agli altri comparti agricoli. Il contratto scritto viene riconosciuto come strumento chiave per:
- responsabilizzare gli operatori della filiera
- migliorare la trasmissione dei prezzi tra i diversi passaggi
- prevenire pratiche commerciali sleali
- adattare l'offerta alla domanda in modo più efficiente
Per le aziende che operano lungo la filiera, questo significa rivedere la propria contrattualistica in un'ottica di maggiore tracciabilità e trasparenza, non solo come adempimento ma come leva di stabilità commerciale.
Organizzazioni di produttori, riconoscimento più semplice
Sul fronte delle organizzazioni di produttori, il regolamento introduce una semplificazione significativa: gli Stati membri potranno approvare un'unica domanda di riconoscimento che copra più settori o prodotti, a condizione che i requisiti specifici di ciascun settore siano rispettati. Una novità che riduce i costi amministrativi e può favorire l'aggregazione, anche per le imprese del comparto biologico.
Un altro elemento rilevante riguarda le organizzazioni non ancora riconosciute, comprese cooperative e forme equivalenti, alle quali viene estesa la possibilità di negoziare i termini contrattuali per conto dei propri aderenti. Questa facoltà è però soggetta a limiti temporali precisi, esercitabile entro quattro mesi dalla domanda di riconoscimento oppure, in assenza di una decisione da parte dello Stato membro, entro cinque anni.
I tempi di applicazione
Il regolamento entra in vigore venti giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma le norme sulle indicazioni facoltative e sui contratti scritti si applicano a partire dal 19 agosto 2028, per dare agli operatori il tempo di adeguare etichette e relazioni commerciali. Le nuove designazioni riservate per carni e prodotti a base di carne, invece, decorrono dal 19 agosto 2029.
Un cambio di passo per tutta la filiera
Il Regolamento (UE) 2026/1739 riguarda l'intera catena del valore che porta il prodotto dal campo alla tavola, dai produttori alle organizzazioni fino ai player della trasformazione e distribuzione. Comprendere per tempo gli impatti operativi delle nuove disposizioni, e usare la finestra transitoria per adeguare contratti, etichette e assetti organizzativi, è ciò che distingue chi subisce il cambiamento normativo da chi lo trasforma in un vantaggio competitivo.
La Divisione Agroalimentare di Promotergroup è a disposizione delle aziende della filiera per un check-up normativo mirato sulla conformità di etichette e assetti organizzativi.
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