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Nuovo Regolamento UE 2024/2895: aggiornamenti sui criteri di sicurezza per Listeria monocytogenes negli alimenti pronti al consumo
Il Regolamento UE 2024/2895, pubblicato il 20 novembre 2024 ed entrato in vigore il 10 dicembre 2024, introduce modifiche significative al Regolamento (CE) 2073/2005 in materia di criteri microbiologici per Listeria monocytogenes. Le nuove disposizioni si applicheranno a partire dal 1° luglio 2026, offrendo agli operatori del settore alimentare il tempo necessario per adeguarsi ai nuovi requisiti.
Listeria monocytogenes: Un rischio da non sottovalutare
La Listeria Monocytogenes è un batterio patogeno del genere Listeria spp – che comprende sei specie - responsabile della listeriosi nell’uomo, una malattia alimentare particolarmente grave che presenta un alto tasso di letalità. Secondo l'ultima relazione dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nel 2022 i casi di listeriosi nell'Unione Europea sono aumentati del 15,9% rispetto al 2021, con un numero di decessi tra i più elevati degli ultimi dieci anni.
La peculiarità di questo batterio risiede nella sua capacità di proliferare anche a basse temperature, quelle tipiche della refrigerazione domestica, rendendolo particolarmente insidioso per i prodotti alimentari pronti al consumo. Le categorie più vulnerabili includono bambini, anziani, donne in gravidanza e persone immunocompromesse, che non possono essere esposti a questo patogeno a nessuna concentrazione. Per gli altri consumatori, la comunità scientifica riconosce che solo concentrazioni superiori a 100 ufc/g sono potenzialmente dannose per la salute.
Le Modifiche Introdotte dal Regolamento
Il nuovo regolamento si concentra sugli alimenti pronti al consumo che favoriscono la crescita di Listeria monocytogenes, diversi da quelli destinati ai lattanti e a fini medici speciali. L'aspetto innovativo riguarda l'applicazione dei criteri di sicurezza durante l'intero periodo di conservabilità del prodotto, garantendo così una protezione uniforme dalla produzione alla distribuzione. Prima di questa modifica, mancava infatti un criterio applicabile ai prodotti già immessi sul mercato quando l'operatore non poteva garantire il rispetto del limite di 100 ufc/g durante la shelf-life.
Nuovi Criteri di Sicurezza Alimentare
Il Regolamento UE 2024/2895 stabilisce due criteri alternativi applicabili ai prodotti immessi sul mercato durante il loro periodo di conservabilità.
Criterio 1: Limite di 100 ufc/g su 5 unità campionarie
Questo criterio si applica quando l'operatore del settore alimentare è in grado di dimostrare, con soddisfazione dell'autorità competente, che il livello di Listeria monocytogenes non supererà i 100 ufc/g durante l'intero periodo di conservabilità del prodotto. L'operatore può implementare limiti intermedi di controllo durante il processo produttivo, sufficientemente bassi da garantire il rispetto del limite finale. Il metodo di analisi di riferimento è la norma EN/ISO 11290-2, con 1 ml di inoculo posto su una piastra di Petri di 140 mm di diametro o su tre piastre di Petri di 90 mm di diametro.
Criterio 2: Non rilevabile in 25 g su 5 unità campionarie
Quando l'operatore non è in grado di fornire tale dimostrazione all'autorità competente, si applica il criterio più restrittivo: Listeria monocytogenes non deve essere rilevabile in 25 g di prodotto per tutte e 5 le unità campionarie analizzate, secondo il metodo EN/ISO 11290-1. I risultati vengono classificati come soddisfacenti quando il batterio non è rilevabile in nessuna delle unità campionarie, mentre sono considerati insoddisfacenti quando si rileva la presenza del batterio anche in una sola unità campionaria.
Cosa fare entro il 1° Luglio 2026
Gli operatori del settore alimentare hanno tempo fino al 1° luglio 2026 per conformarsi ai nuovi requisiti. Durante questo periodo di transizione, è fondamentale rivedere e aggiornare i piani di autocontrollo HACCP per integrare i nuovi criteri microbiologici, implementando strategie efficaci di controllo della Listeria monocytogenes lungo tutta la filiera produttiva.
Per poter applicare il criterio di 100 ufc/g, gli operatori devono condurre studi di conservabilità che dimostrino, con evidenze scientifiche solide, che il limite non verrà superato durante l'intero periodo di vita del prodotto. È consigliabile stabilire limiti di controllo durante il processo produttivo sufficientemente bassi da garantire ampi margini di sicurezza rispetto al limite finale. Devono inoltre essere implementati test microbiologici mirati e regolari per verificare l'efficacia delle misure di controllo adottate.
Il supporto di laboratori accreditati è essenziale per eseguire analisi conformi ai metodi di riferimento e per validare gli studi di shelf-life necessari a dimostrare all'autorità competente la conformità ai requisiti del regolamento.


