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Il Regolamento (UE) 2024/1987, adottato dalla Commissione Europea il 30 luglio 2024, introduce modifiche significative al precedente Regolamento (UE) 2023/915 riguardante i limiti di nichel in vari prodotti alimentari. Queste modifiche sono pensate per proteggere la salute pubblica, in particolare per le persone con sensibilità o allergie al nichel. Sebbene il nichel sia un elemento naturale, la sua accumulazione negli alimenti e l’esposizione continua a questa sostanza possono avere effetti negativi sulla salute, come allergie cutanee, reazioni sistemiche e alterazioni nei processi biologici.

L'Obiettivo del Regolamento: Protezione della Salute Pubblica

L'esposizione cronica al nichel è un rischio crescente, soprattutto per le persone vulnerabili, come quelle che soffrono di dermatite da contatto o altre reazioni allergiche. L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), attraverso una valutazione scientifica, ha identificato la tossicità per la riproduzione e lo sviluppo come effetto critico per l’esposizione cronica al nichel. La dose giornaliera tollerabile (DGT) stabilita dall’EFSA è di 13 μg/kg di peso corporeo, limite che non deve essere superato, in particolare per i bambini e i lattanti.

Per ridurre l’esposizione e garantire una maggiore sicurezza, il regolamento impone limiti più rigorosi sui livelli di nichel in una serie di prodotti alimentari, inclusi frutta secca, legumi e cereali. Le modifiche stabiliscono che il contenuto di nichel in questi alimenti non deve superare determinati limiti, espressi in milligrammi per chilogrammo (mg/kg), con limiti variabili a seconda del tipo di prodotto e della sua destinazione. Per esempio:

  • Frutta a guscio: Limite fissato a 3,5 mg/kg per la maggior parte delle varietà, con un limite di 10 mg/kg per alcune come noci di anacardi e noci del Brasile.
  • Ortaggi a radice e tubero: Limite a 0,90 mg/kg.
  • Legumi: Limite di 1,0 mg/kg per la maggior parte dei legumi, ma 6,0 mg/kg per i semi di soia.

Impatto sulle aziende alimentari

Queste modifiche pongono una sfida importante per le aziende alimentari, che dovranno adeguarsi alle nuove normative, implementando misure di controllo e monitoraggio dei livelli di nichel nei loro prodotti. Il regolamento prevedeva un periodo di transizione fino al 1° luglio 2025, consentendo alle aziende di adottare le necessarie misure di controllo e adeguamento. Per alcuni alimenti, come i cereali, l'adeguamento sarà richiesto entro il 1° luglio 2026.

Il ruolo della certificazione Nichel Free: un Impegno per garantire salute e qualità

In questo contesto, Promotergroup S.p.A. offre un supporto fondamentale per le aziende che desiderano adempiere alle nuove normative. L'azienda è specializzata nell'assistenza per ottenere la certificazione Nichel Free, attraverso l'implementazione di un Disciplinare per la Certificazione di Processo a Caratteristiche Definite. Questa certificazione garantisce che i prodotti alimentari mantengano i livelli di nichel sotto la soglia analitica di 0,01 mg/kg, un obiettivo che viene perseguito attraverso il controllo di tutte le fasi della produzione e l'adozione di pratiche agricole specifiche per minimizzare la contaminazione da nichel.

Le aziende che decidono di intraprendere il percorso di certificazione Nichel Free possono beneficiare di vantaggi significativi, tra cui:

  • Controllo della Filiera: Dimostrare un impegno serio e continuo nel monitoraggio e nel controllo di tutta la filiera produttiva.
  • Distinzione nel Mercato: Offrire prodotti sicuri e certificati, aumentando la competitività nel mercato e fidelizzando i consumatori.
  • Sostenibilità: Integrando la certificazione Nichel Free con altre pratiche di produzione sostenibile, come l'agricoltura biologica o la produzione integrata, le aziende possono rafforzare la loro immagine di responsabilità e qualità.

In conclusione, l'introduzione di questi nuovi limiti di nichel da parte del Regolamento (UE) 2024/1987 rappresenta un passo importante per la protezione della salute pubblica. Le aziende alimentari sono chiamate a rispondere a queste nuove sfide con impegno e serietà. La certificazione Nichel Free rappresenta la soluzione ideale per garantire prodotti sicuri e conformi, in grado di soddisfare i requisiti normativi e le aspettative dei consumatori.

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Da materiale ubiquo a sospetta minaccia per la salute

Il Bisfenolo A, conosciuto con la sigla BPA, è stato per decenni un protagonista silenzioso dell’industria alimentare. Utilizzato fin dagli anni ’50, ha trovato impiego nella produzione di plastiche e resine epossidiche, diventando una componente chiave in oggetti di uso quotidiano come contenitori, bottiglie, stoviglie, lattine e persino carta termica per scontrini. Tuttavia, con il tempo, la ricerca scientifica ha evidenziato che il BPA è un interferente endocrino in grado di alterare l’equilibrio ormonale anche a dosi molto basse. I rischi legati alla sua esposizione riguardano soprattutto il sistema riproduttivo, il metabolismo, il sistema immunitario e lo sviluppo neurologico, con implicazioni gravi soprattutto per bambini e donne in gravidanza.

Il Regolamento UE 2024/3190

A partire da queste evidenze, l’Unione Europea ha deciso di agire in modo deciso, pubblicando il Regolamento (UE) 2024/3190, entrato in vigore il 20 gennaio 2025. Il provvedimento vieta l’uso del BPA – e di altri bisfenoli pericolosi – nei materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti, come plastiche, vernici, siliconi, gomme, adesivi e inchiostri. Secondo l’EFSA, anche minime quantità di BPA possono comportare un rischio per la salute. È per questo che la dose giornaliera tollerabile è stata abbassata drasticamente a 0,2 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo, un valore 20.000 volte inferiore rispetto a quello precedente. Il regolamento introduce anche divieti estesi per bisfenoli simili, come BPS e BPF, e obbliga le aziende a comunicare periodicamente alla Commissione europea lo stato delle alternative sviluppate.

Tempi di transizione e sfide tecniche per l’industria

Naturalmente, il legislatore ha tenuto conto delle difficoltà tecniche che le imprese potrebbero incontrare nell’adeguarsi. Sono previsti infatti periodi di transizione: i prodotti conformi alle precedenti normative potranno essere immessi sul mercato fino al 20 luglio 2026, mentre per alcune applicazioni particolari – come gli imballaggi per frutta e ortaggi acidi o i contenitori in metallo con rivestimenti esterni – il termine è esteso fino al 20 gennaio 2028. La vera sfida per l’industria è quella di sostituire il BPA senza compromettere le performance tecniche. Questa sostanza, infatti, garantisce proprietà funzionali difficilmente replicabili, come la resistenza dei rivestimenti interni delle lattine o la stabilità della carta termica. Alcune alternative esistono, come il bisfenolo S, ma anche queste stanno iniziando a essere oggetto di valutazione da parte delle autorità competenti.

Una normativa che guarda alla sostenibilità ambientale

Oltre alla regolazione industriale, un ruolo importante lo gioca anche l’educazione del consumatore. Informare correttamente il pubblico sui rischi del BPA e su come evitarne l’esposizione quotidiana è fondamentale. Piccoli gesti, come evitare di riscaldare cibi in contenitori di plastica o non usare utensili in plastica durante la cottura, possono fare la differenza. Inoltre, il nuovo regolamento apre una riflessione più ampia sul rapporto tra sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale. Per la prima volta, infatti, si tiene conto anche della contaminazione ambientale legata ai materiali a contatto con gli alimenti, un approccio già avviato per sostanze emergenti come i PFAS, i MOSH e i MOAH.

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PROROGATO L’OBBLIGO DI ETICHETTATURA AMBIENTALE PER GLI IMBALLAGGI

Il DL Sostegni prevede la sospensione dell’obbligo di etichettatura imballaggi fino al 31 dicembre 2021.

 

Il 21 maggio 2021 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione n. 69, del decreto legge 22 marzo 2021 n. 41, cosiddetto DL Sostegni.

Tra le modificazioni apportate nell’iter di conversione del decreto, è compresa anche la sospensione dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi fino al 31 dicembre 2021, nonché la possibilità per gli operatori del settore di commercializzare i prodotti privi dei nuovi requisiti di etichettatura ambientale già immessi in commercio o già provvisti di etichetta fino a esaurimento scorte.

In particolare, all’articolo all’ articolo 39 del Decreto Sostegni è aggiunto il comma 1-ter che prevede quanto segue:

“Fino al 31 dicembre 2021 è sospesa l’applicazione dell’articolo 219, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. I prodotti privi dei requisiti ivi prescritti e già immessi in commercio o etichettati al 1° gennaio 2022 possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte”.

Pertanto, per tutti gli imballaggi, la sospensione dell’obbligo di etichettatura (l’obbligo di identificare i materiali di imballaggio secondo la decisione 129/97/CE, e di indicare la corretta gestione a fine vita degli imballaggi destinati al consumatore finale), è prorogata fino al 31 dicembre 2021. Inoltre, le aziende del settore avranno modo di commercializzare i prodotti privi dei requisiti di etichettatura ambientale che sono già immessi in commercio o che sono già provvisti di etichettatura alla data del 1° gennaio 2022, fino a esaurimento delle scorte.

Per informazioni contattaci allo 0932/862613, inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o su https://www.promotergroup.eu/index.php/contattaci

Fonte: CONAI

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LE NOVITÀ INTRODOTTE DAL REG. CE 382 PER L’IGIENE ALIMENTARE

Modificati gli allegati sull’igiene dei prodotti alimentari per quanto riguarda la gestione degli allergeni, la ridistribuzione degli alimenti e la cultura della sicurezza alimentare.

 

Il 4 marzo 2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Europea il Reg. CE 382/2021 che modifica gli allegati I e II del Reg. CE 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari, in merito alla gestione degli allergeni alimentari, la ridistribuzione degli alimenti e la cultura della sicurezza alimentare.

 Il Reg. CE 382/2021 introduce il requisito per la cultura della sicurezza alimentare, la gestione delle donazioni per la lotta agli sprechi ed indicazioni più chiare per la gestione degli allergeni; fa parte di un processo di modifica e aggiornamento delle norme europee in materia di sicurezza ed igiene degli alimenti, iniziato da qualche anno e che vedrà la revisione del General Food Law oltre che ulteriori modifiche del REG CE 852/2004.

Il Reg. CE 852/2004 stabilisce norme generali in materia di igiene dei prodotti alimentari destinate agli operatori del settore alimentare, tenendo come obiettivo garantire la sicurezza degli alimenti lungo tutta la catena alimentare, a cominciare dalla produzione primaria. 

La Commissione Europea pertanto ha avviato una modifica del Reg. CE 852/2004:

  • Cultura della sicurezza alimentare: aumento della sicurezza degli alimenti migliorando la consapevolezza e il comportamento dei dipendenti nelle aziende alimentari.

 

  • Migliore gestione degli allergeni: la revisione del regolamento introduce requisiti per prevenire o limitare la presenza di allergeni in attrezzature, mezzi di trasporto e nei siti di stoccaggio dei prodotti alimentari al fine di migliorare la sicurezza alimentare nell'UE. A settembre 2020 il Codex Alimentarius ha aggiornato la linea guida per l’applicazione del metodo HACCP.

 

  • Ridistribuzione alimentare: la riduzione dello spreco alimentare è uno degli obiettivi della strategia Farm to Fork adottata dalla Commissione. La donazione di cibo è uno dei mezzi per raggiungere questo obiettivo, ma presenta diverse difficolta dal punto di vista della sicurezza alimentare.

Ricade sugli operatori del settore alimentare la responsabilità di garantire la sicurezza degli alimenti ed elementi minimi di cui tenere conto per far sì che il cibo destinato a essere ridistribuito non sia dannoso per la salute e sia idoneo al consumo umano. Gli alimenti per i quali si applica una data di scadenza ai sensi dell'articolo 24 del regolamento (UE) n. 1169/2011 potranno essere ridistribuiti solo prima di tale data, mentre gli alimenti recanti un TMC termine minimo di conservazione potranno essere ridistribuiti anche dopo tale data.

I nuovi requisiti introdotti diventeranno obbligatori e richiesti durante i controlli ufficiali a partire dal 24 marzo 2021.

 

 

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