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EMERGENZA CALDO 2026: LE ORDINANZE REGIONALI E GLI OBBLIGHI PER LA SICUREZZA SUL LAVORO
Emergenza caldo 2026: le ordinanze regionali e gli obblighi per la sicurezza sul lavoro
Con l’arrivo della stagione estiva, la tutela dei lavoratori esposti allo stress termico torna centrale nell’agenda della prevenzione aziendale.
Anche per il 2026, le Regioni stanno adottando ordinanze contingibili e urgenti ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978. Per le imprese dei settori interessati, la mancata osservanza delle disposizioni comporta il rischio di sanzioni ai sensi dell’art. 650 del Codice penale, ferme restando le responsabilità già previste dal D.lgs. 81/2008 in materia di valutazione e gestione dei rischi.
Il meccanismo comune: quando scatta lo stop?
Pur nella diversità dei perimetri applicativi, tutti i provvedimenti condividono la stessa logica di attivazione. Il divieto di lavoro all’aperto si applica nella fascia oraria dalle 12.30 alle 16.00, ma non automaticamente ogni giorno d’estate: scatta esclusivamente nei giorni in cui la piattaforma Worklimate, sviluppata da INAIL e CNR, segnala alle ore 12.00 un livello di rischio “ALTO” per la categoria “lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa”. La consultazione del portale rappresenta quindi un obbligo operativo quotidiano, non una verifica occasionale.
Il riferimento principale è worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta.
Focus Regioni: differenze, settori e fattori specifici
Il nucleo normativo è condiviso, ma ciascun provvedimento introduce elementi specifici che incidono concretamente sulla gestione operativa. Di seguito una sintesi per regione.
Regione Siciliana — Ordinanza n. 01 del 12 giugno 2026
- Validità: con efficacia immediata fino al 31 agosto 2026
- Settori: agricoltura e florovivaismo, cantieri edili e affini, cave e relative pertinenze esterne, logistica, consegna beni per conto altrui in ambito urbano tramite velocipedi o veicoli a motore a due ruote (rider)
- Da sapere: tra i provvedimenti più recenti della stagione, è esplicitamente inclusa la categoria dei rider tra le categorie tutelate. Fa salvi gli accordi aziendali già in essere che garantiscano tutele migliorative rispetto all’ordinanza, nonché i provvedimenti sindacali a livello comunale non in contrasto con essa. I datori di lavoro restano in ogni caso tenuti ad adottare misure organizzative e operative idonee ai sensi del D.lgs. 81/2008, indipendentemente dal livello di rischio classificato da Worklimate.
Regione Lazio - Ordinanza Z00001 del 22 maggio 2026
- Validità: fino al 15 settembre 2026.
- Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e affini, cave e relative pertinenze esterne, logistica di piazzale, consegna beni in ambito urbano tramite velocipedi o veicoli a motore a due ruote.
- Da sapere: tra i primi provvedimenti della stagione, si distingue per l’inclusione esplicita delle pertinenze esterne delle cave e del settore delle consegne urbane su due ruote, elementi non sempre presenti negli altri atti regionali.
Regione Umbria - Ordinanza n. 2 del 27 maggio 2026
- Validità: fino al 15 settembre 2026.
- Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili all’aperto.
- Da sapere: perimetro più contenuto rispetto alle altre regioni; logistica e consegne urbane non sono esplicitamente incluse. La deroga per Pubbliche Amministrazioni e concessionari di pubblico servizio è condizionata all’adozione di misure organizzative idonee ai sensi del D.lgs. 81/2008.
Regione Toscana - Ordinanza n. 2 del 28 maggio 2026
- Validità: fino al 31 agosto 2026.
- Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili all’aperto, cave.
- Da sapere: il divieto opera non solo al ricorrere del livello “ALTO” su Worklimate, ma anche nei casi in cui, nonostante l’adozione delle misure di prevenzione previste dalle Linee di indirizzo regionali, lo stress da calore comporti comunque rischi rilevanti per la salute del lavoratore.
Regione Liguria - Ordinanza n. 1/2026 del 28 maggio 2026
- Validità: fino al 31 agosto 2026.
- Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e affini all’aperto.
- Da sapere: prevede una clausola di salvaguardia della contrattazione locale: il provvedimento non si applica nei siti in cui le parti sociali abbiano già sottoscritto protocolli specifici per la gestione del calore, purché garantiscano tutele uguali o superiori. Accordi di questo tipo sono già vigenti con le Prefetture di Genova, La Spezia, Savona e Imperia.
Regione Piemonte - Ordinanza n. 1/2026/XII del 29 maggio 2026
- Validità: dal 30 maggio al 31 agosto 2026.
- Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e affini, cave, logistica, rider (consegna beni tramite velocipedi o veicoli a due ruote).
- Da sapere: il divieto scatta solo qualora non sia possibile introdurre misure organizzative alternative di riduzione del rischio; spetta al datore di lavoro valutare e documentare tale impossibilità. Contiene raccomandazione formale ai Comuni per derogare temporaneamente ai regolamenti locali sulle emissioni acustiche.
Regione Puglia — Ordinanza n. 321 del 29 maggio 2026
- Validità: fino al 15 settembre 2026.
- Settori: agricoltura e silvicoltura, florovivaismo, serre e tunnel agricoli, cave, cantieri edili e stradali, logistica di piazzale, consegne urbane su due ruote.
- Da sapere: è il provvedimento più articolato della stagione. Estende il divieto agli ambienti confinati come serre e tunnel agricoli, qualificati come ambienti termici severi anche quando al chiuso. Introduce obblighi di sorveglianza sanitaria per i lavoratori vulnerabili (anziani, donne in gravidanza, portatori di patologie croniche, soggetti in trattamento farmacologico, lavoratori con fragilità linguistica o abitativa) e il “sistema del compagno” per la sorveglianza reciproca dei sintomi da colpo di calore. Le misure operative si applicano anche nei giorni con rischio classificato “MODERATO”, non solo “ALTO”.
Regione Emilia-Romagna - Ordinanza n. 72 del 3 giugno 2026
- Validità: dal 3 giugno al 15 settembre 2026.
- Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e affini, cave, logistica di piazzale (limitata ai piazzali destinati esclusivamente al deposito merci, escluse le pertinenze dei magazzini coperti), consegna merci tramite mezzi a pedalata anche assistita.
- Da sapere: impone alle piattaforme digitali di inserire il rischio calore nei parametri di calcolo dei tempi di consegna e delle distanze, con obbligo di intervento sull’algoritmo, senza conseguenze salariali o reputazionali per il lavoratore. Nei giorni a rischio “ALTO” autorizza i cantieri edili all’aperto ad anticipare o posticipare l’orario di lavoro di un’ora in deroga ai regolamenti comunali sulle emissioni acustiche, con esclusione dei Comuni ad alta vocazione turistica balneare.
Regione Lombardia — Ordinanza n. 484 del 9 giugno 2026
- Validità: dal 10 giugno al 23 settembre 2026 — la scadenza più avanzata tra tutti i provvedimenti della stagione.
- Settori: agricoltura, florovivaismo, cantieri edili all’aperto, cave.
- Da sapere: raccomanda l’uso di tecnologie innovative per la misurazione del rischio microclimatico nel singolo cantiere, tra cui il termo-igrometro con tecnologia Bluetooth per il calcolo dell’indice humidex locale. Suggerisce ai Comuni la deroga temporanea ai regolamenti sulle emissioni acustiche per consentire le lavorazioni nelle fasce orarie più fresche.
Il consiglio di Promotergroup per i datori di lavoro
L’eterogeneità dei provvedimenti rende insufficiente un approccio generico. Ciascuna impresa deve verificare la propria localizzazione geografica, i settori di attività e l’eventuale presenza di accordi sindacali territoriali già vigenti, per stabilire quale ordinanza si applica e con quali condizioni operative specifiche.
Sul piano pratico, la consultazione quotidiana del portale Worklimate prima dell’avvio delle attività è il punto di partenza imprescindibile. Il Documento di Valutazione dei Rischi va aggiornato con procedure specifiche per il rischio microclimatico, includendo le modalità di sospensione delle attività nelle giornate critiche e la gestione delle pause. La riorganizzazione dei turni, con anticipo nelle ore mattutine e recupero nelle fasce serali dove consentito, permette di contenere l’impatto sulla continuità produttiva. La formazione del personale sui segnali precoci dello stress termico e sulle procedure di emergenza non è un’azione accessoria, ma un obbligo che discende direttamente dal quadro normativo vigente.
Per le organizzazioni che necessitano di supporto nell’aggiornamento della documentazione di sicurezza, nella pianificazione delle misure organizzative o nella verifica della conformità alle singole ordinanze regionali, è possibile contattare il team di Promotergroup per una valutazione delle esigenze specifiche.
LE ORDINANZE REGIONALI CONTRO IL LAVORO NELLE ORE PIÙ CALDE
Garantire la sicurezza dei lavoratori, soprattutto durante l'estate, è fondamentale per prevenire infortuni e malattie professionali legate alle alte temperature. L'INAIL dedica particolare attenzione a questo tema, riconoscendo che lo stress termico rappresenta un rischio significativo per la salute dei lavoratori. Il microclima degli ambienti di lavoro, influenzato da fattori come temperatura, umidità, velocità dell'aria e temperatura radiante, può compromettere il benessere termico e la performance lavorativa.
In ambienti severi, come cantieri o attività agricole all'aperto, l'esposizione prolungata al caldo può sovraccaricare il sistema cardiovascolare, aumentando il rischio di colpi di calore e altre patologie correlate. Per affrontare questa problematica, l'INAIL ha sviluppato il progetto Worklimate, un sistema di previsione dello stress da calore che utilizza modelli meteorologici avanzati per valutare il rischio termico in tempo reale. Questo strumento consente a datori di lavoro e lavoratori di adottare misure preventive tempestive, come la sospensione delle attività all'aperto durante le ore più calde, la rotazione dei turni e l'uso di abbigliamento protettivo.
Con l'estate 2025 che ha già fatto registrare temperature record in molte regioni d'Italia, superando i 40 gradi in diverse regioni, le amministrazioni regionali hanno deciso di adottare misure straordinarie per proteggere la salute dei lavoratori più esposti. Tra le azioni principali, vi è il divieto di svolgere attività lavorative all'aperto durante le ore più calde della giornata, una misura che riguarda in particolare i settori dell'edilizia, dell'agricoltura e del florovivaismo.
Le ordinanze Regionali
La Regione Sicilia è stata una delle prime a intervenire con l'adozione di un'ordinanza che sospende temporaneamente tutte le attività lavorative all'aperto dal 26 giugno e fino al 31 agosto 2025, nei giorni in cui il rischio di stress termico per i lavoratori è elevato. La decisione è stata presa a causa delle temperature record registrate in alcune aree, che hanno spinto le autorità regionali a proteggere i lavoratori dalla possibilità di incorrere in colpi di calore o altri problemi legati all'esposizione prolungata al sole. Questa ordinanza riguarda le aziende agricole, florovivaistiche, edili (e affini) e le cave. Lo stop scatterà dalle 12,30 alle 16 nelle aree e nei giorni in cui verrà segnalato, nella fascia oraria, un livello di rischio "alto" dalla mappa “Lavoratore al sole e attività fisica intensa” disponibile sul sito internet del progetto Worklimate 2.0 dell'Inail.
Anche altre regioni, come l'Emilia-Romagna, hanno seguito questa strada, adottando misure simili per tutelare la sicurezza dei lavoratori. In questo caso, l'ordinanza è stata emessa con validità fino al 15 settembre 2025.
Anche in Lombardia, dal 2 luglio e fino al 15 settembre, è vietata l'attività lavorativa all'aperto tra le 12:30 e le 16:00 nelle aree edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche, limitatamente nei giorni in cui è segnalato un livello di rischio "alto" sulla mappa giornaliera del sito Worklimate.
Il Presidente della Regione Basilicata, il 24 giugno scorso ha firmato un'ordinanza che vieta il lavoro agricolo nelle ore più calde, dalle ore 12.30 alle 16, nei giorni in cui la mappa Worklimate dell'Inail segnala un rischio alto per i lavoratori esposti al sole. L'ordinanza resterà in vigore fino al 31 agosto prossimo.
A fronte dell'ondata di calore che ha interessato anche il Veneto, il Presidente della Regione, ha emanato un decreto che mira a tutelare la salute dei lavoratori esposti a temperature elevate e a radiazioni solari, in particolare quanti operano all'aperto o in ambienti non climatizzati. Il provvedimento, che recepisce le "Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare" approvate in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, raccomanda ai datori di lavoro di limitare o evitare le attività lavorative nelle ore più calde della giornata. Viene, suggerito, inoltre, di prevedere rotazioni del personale per ridurre i tempi di esposizione al caldo, garantire adeguata idratazione e sorveglianza sanitaria, adottare abbigliamento e dispositivi di protezione idonei.
I settori coinvolti
Le misure riguardano in particolare i settori più esposti al caldo, come quello dell'agricoltura, dell'edilizia, dei cantieri e della logistica all’aperto. Per esempio, i lavoratori nei campi, che devono raccogliere frutta e verdura o curare le coltivazioni, sono tra i più vulnerabili durante le ondate di calore. Per loro, l'interruzione delle attività nelle ore più calde è fondamentale per evitare rischi gravi per la salute. Le ordinanze impongono un divieto di lavoro tra le 12:30 e le 16:00, con l’obiettivo di proteggere i lavoratori durante le ore più calde del giorno. Tuttavia, alcuni governatori regionali hanno suggerito che le imprese adottino soluzioni alternative, come la rotazione dei turni, l’anticipo o il posticipo dei lavori, in modo da ridurre al minimo l’impatto delle alte temperature.
Misure preventive consigliate
Le ordinanze non si limitano al divieto di lavoro nelle ore più calde, ma sollecitano anche l'adozione di misure preventive da parte delle imprese. Tra queste, la fornitura di acqua potabile fresca ai lavoratori, la creazione di aree ombreggiate dove poter riposare durante le pause, e l’utilizzo di abbigliamento adeguato che protegga dal sole. Inoltre, le autorità regionali hanno suggerito che i datori di lavoro attuino un controllo costante sulle condizioni di salute dei lavoratori, garantendo che ogni singolo dipendente non mostri segni di stress termico.
L’adozione di ordinanze regionali per vietare il lavoro all’aperto durante le ondate di calore estremo segna un passo importante nella protezione della salute dei lavoratori in un contesto climatico che sta diventando sempre più pericoloso. La sfida sarà quella di affrontare l'emergenza caldo in maniera sistematica e coordinata, cercando di garantire la sicurezza sul lavoro in tutto il territorio italiano, anche in vista di future estati sempre più calde.


